La nuova tendenza per la promozione dell'azienda
o di una linea di prodotto è il co-brandig.
Il co-branding è l'utilizzo congiunto di due o più marchi
legati a diverse immagini aziendali o di prodotto. La televisione ci propone
quotidianamente esempi di co-branding: pensiamo ad un famoso detersivo
e a una nota marca di lavatrici che fanno pubblicità insieme.
Questo metodo ormai consolidato di promozione si è sviluppato anche
nel web: da link reciproci fino a veri accordi strategici.
Proprio per le caratteristiche del web, la sponsorizzazione reciproca
è cresciuta spontaneamente. Se un sito offre un link ad un altro,
implicitamente lo promuove; se per offrire un link ad un sito si richiede
a questo di fare altrettanto, si crea una sorta di pubblicità reciproca.
Il meccanismo di promozione contraccambiata può fermarsi ai link
o estendersi ad altri strumenti come i banner. Un sito può esporre
un logo o un messaggio promozionale se
chi pubblicizza è disposto a fare altrettanto.
La potenzialità di queste strategie è enorme e l'efficacia
assai superiore ai costi.
[top] |
Per ottenere risultati ancora superiori
è consigliabile cercare il partner giusto con cui portare avanti
una relazione d'affari che porti buoni frutti.
Si parla in questo caso di co-advertising: un accordo stretto fra due
aziende per promuovere, attraverso iniziative comuni, marchi, servizi,
prodotti e scambiarsi utenti e clienti.
In tema di co-advertising Internet è il luogo ideale.
Dal momento che portali e siti web possono portare in dote un tasso di
visibilità molto alto, stabilire un accordo di partnership con
un sito trafficato significa veicolare il
proprio messaggio tramite un media certamente valido.
In termini di brand awareness, o percezione del marchio, il co-advertising
può essere una scelta sicura e diventare un vantaggio, ma esistono
altre ragioni per adottarlo.
Se è vero che l'utenza di un sito è costituita sia da privati
che da altre aziende, con un'unica azione raggiungiamo due target: business
to consumer e business to business.
Ogni messaggio va dunque contestualizzato, non ci si limiti a pubblicare
soltanto un banner linkabile, ma si facciano entrare anche servizi e prodotti
nel contesto del sito
partner, ciò rafforzerà l'immagine oltre che il traffico.
[top] |
Soddisfare i bisogni attraverso la creazione
e lo scambio di prodotti è lo scopo base dell'azione di marketing.
Se il processo è compiuto da più di un soggetto "commerciale",
in sinergia di competenze risorse ed obiettivi, allora parliamo di co-marketing.
Il co-marketing, meno praticato di quanto si dica, è una dimensione
innovativa nella quale attuare il passaggio dalla semplice ottica di fornitura
a quella più complessa
del soddisfacimento di un bisogno.
Nel raggiungimento di questo obiettivo va ricercato, infatti, il movente
fondamentale sul quale costruire l'azione.
Distinguiamo dunque il co-marketing dal co-advertising.
Non si parla di tattica ma di una vera e propria strategia, in co-marketing
entrambi gli attori devono trarre un beneficio che non sarebbe stato possibile
raggiungere
separatamente.
Quello tra i due che dispone di una forte rete di vendita potrà
commercializzare con marchio proprio prodotti dell'altro. Si ricorre infatti
al co-marketing quando le
competenze del partner rispondono a bisogni cui l'azienda proponente non
può far fronte autonomamente, venendo meno al soddisfacimento del
proprio mercato.
Il co-marketing è utile anche quando unendo le forze si contengono
i costi o si amplia il mercato. Due aziende nel campo del packaging, una
che venda macchinari l'altra materiali, possono offrire un sistema completo
al medesimo cliente. Inoltre possono acquisire quote di mercato scoperte.
Per un'integrazione costruttiva anche la comunicazione va adeguata.
Idee base che la media piccola impresa stessa può adottare, anche
on line, per ottenere una buona visibilità a basso costo.
[top]
|